
In potenza so che esiste è un certo nucleo narrativo, contratto
in un consistente groviglio di emozioni e aspettative che ha solo bisogno di essere raccontato, ma che io, in realtà, ho
paura di declinare in concetti più pratici, che per loro stessa natura
scompongono l'intensità di un vissuto tutto solo sognato! Ok vi mando la
versione breve: HO PAURA DI COMINCIARE!
Bene, l’ho detto, l’ho riconosciuto nell’etere, io ho Paura!
Paura, iuuuuu, ehila, ti ho riconosciuta, sai? Ti ho vista,
so dove sei e per questo ora non puoi scappare, devo affrontarti, non posso
mentirmi più!
Chiudo gli occhi e aspetto lo squillo del cervello che
questa volta non tarda ad arrivare, comincia piano, attende che sia silenzio
dentro di me e si esprime in sinuose immagini, che sembrano apparentemente
sconnesse: c’è un caleidoscopio e ci sono colorate forme geometriche che si
allargano e poi si stringono.
Il caleidoscopio modifica le forme che di colpo diventano
persone ed anch’esse si allargano e poi si stringono, velocemente. In sottofondo si sente il suono di un
carillon, che a mio parere con il caleidoscopio si intona benissimo, tutto molto
vintage, tutto un pò ‘50.
Le persone che vedo, sembrano disegnate, come quelle nei fumetti ed anche loro, come i triangoli, si deformano
sulle guance, sulle pance, i sederotti si allargano, le cosciotte diventano
sempre più tonde e poi di nuovo questi stessi corpi si asciugano, si
rimpiccioliscono, come in una magica pressoterapia.
Osservo il fluire
delle immagini e ne sono affascinata e divertita e così aspetto paziente in
finestra che arrivino altre immagini, come in un carosello delle stravaganze.
Arrivano primi piani di visi che non conosco, ma che forse
mi hanno colpito durante il giorno, per alcuni particolari, ad esempio, che so
io, chiome molto folte oppure dita grandi come wurstel o braccia enormi come maritozzi
(da farcire), il mio occhio osserva questi particolari che si ingrandiscono e poi
si prosciugano senza che io possa fermare o prevedere nulla, virando verso
versioni molto più magre delle stesse persone, che lentamente diventano altro:
altri visi, altre gambe, altre persone.
Certo io non sono una tipa da centro estetico e nemmeno una
disegnatrice talentuosa, per questo non so davvero il motivo per cui quando il
cervello è a riposo, produce tantissimi sconosciuti esseri umani e li trasforma
in persone simpaticamente grasse, per poi portarle all’estrema magrezza, ma
pure sempre con un aspetto giocoso e divertito. Mi piace questa arte the
changing shapes, cambiare le forme, anche solo virtualmente, anche solo nella
mente!